8 Gennaio: mer
Questa mattina piove. Facciamo colazione e rimaniamo in stanza, ci muoviamo nel pomeriggio quando il tempo migliora. Siamo in un appartamento al piano terra che dispone di più stanze con bagno in comune e una sala per la colazione.
Quando esce il sole fa caldo e la luce è quasi abbagliante.
Torniamo alla stazione dei bus per prendere il biglietto di domani per tornare al Parco e fare un nuovo trekking. Parte del percorso deve essere fatto con il catamarano e i posti on-line sono tutti esauriti. All’ufficio informazioni ci suggeriscono di comperarli arrivati sul posto. Per questo dobbiamo cambiare dollari in moneta locale unico modo per acquistarli.
Ritorniamo all’ufficio del cambio di ieri perché ci ha consegnato 20$ con un timbro e una sigla a penna, e per questo non vengono accettati. Fortunatamente non fa nessuna opposizione e ci cambia la moneta con una integra.
Il Selk’nam (detti anche Ona) è un popolo indigeno della Patagonia australe, storicamente legato soprattutto alla Terra del Fuoco (oggi tra Cile e Argentina). Era un popolo nomade di cacciatori-raccoglitori che vivevano in ambienti molto freddi e ventosi. Nomadi, vivevano di caccia, soprattutto guanachi, abitavano in tende di pelli, resistevano a climi estremi: freddo, vento e pioggia. Usavano archi, frecce e lance. Sono famosi per il rito dell’Hain, una cerimonia di iniziazione maschile. Durante l’Hain gli uomini si dipingevano il corpo con motivi geometrici bianchi, rossi e neri e indossavano maschere che rappresentavano spiriti. Avevano una ricca mitologia legata alla natura e agli antenati. Le pitture corporee sono oggi considerate capolavori di arte rituale. Ogni disegno aveva un significato simbolico. Erano molto alti e robusti.
Tra fine ‘800 e inizio ‘900 furono quasi sterminati. Coloni e allevatori li perseguitarono perché considerati “pericolosi”. Epidemie, violenze e deportazioni portarono alla loro scomparsa come società autonoma.
I Selk’nam non esistono più come popolo indipendente, ma ci sono discendenti e un lavoro di recupero culturale. In Cile sono oggi riconosciuti come popolo indigeno.
In città e nei dintorni ci sono musei, riferimenti culturali, statue, tour o locali che usano il nome Selk’nam per omaggio storico e culturale. Nei musei locali (es. Museo Histórico) si parla spesso dei Selk’nam insieme ad altri popoli patagonici (Tehuelche, Kawésqar).
La loro quasi totale scomparsa è uno degli esempi più chiari di genocidio indigeno in Sud America, impatto devastante della colonizzazione europea. Ricordarli significa non cancellare questa parte di storia.
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| Il Selk’nam è un popolo indigeno della Patagonia australe. Era un popolo nomade di cacciatori-raccoglitori che vivevano in ambienti molto freddi e ventosi |
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| Sono famosi per il rito dell’Hain, una cerimonia di iniziazione maschile. Ogni disegno aveva un significato simbolico. |
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| Durante l’Hain gli uomini si dipingevano il corpo con motivi geometrici bianchi, rossi e neri e indossavano maschere che rappresentavano spiriti |
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| L’appartamento dove siamo sembra l’interno di una nave… |
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| … la sala della colazione con la tavola apparecchiata |
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mylodon — un animale preistorico simile a un bradipo gigante che somigliava vagamente a un grande orso e che viveva qui migliaia di anni fa |
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| Nella piazza una fontana, i bambini si divertono con l’acqua |
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| Il lungomare di Puerto Natales… |
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| Indicazioni stradali…la Ruta del Fin del Mundo |
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| Una piccola chiesa tra bassi edifici di una via principale della città |
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| In un ufficio cambi cambiamo 100€ in dollari che ci servono per pagare la stanza |
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| Alle 11 di sera il cielo non è ancora completamente buio |
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